Come guardare la crisi economica per leggere le nuove tendenze dei consumatori

La crisi, un periodo nel quale bisogna analizzare gli usi e le consuetudini di un popolo in continuo cambiamento. In questa nuova epoca economica dove convivono la contrazione degli acquisti e l’aumento dei costi per Imprese e nuclei familiari, il taglio generalizzato dei costi ha da tempo toccato anche il mondo della comunicazione, argomento che andremo ad analizzare in seguito.
L’aumento indiscriminato della tassazione allo scopo di coprire i costi pubblici, ha creato conseguenze letali per il mondo dell’occupazione e a causa di questo fenomeno si sono verificati forti cali dei consumi interni, mettendo in crisi il mercato nazionale. Solo le aziende che esportano verso i paesi emergenti riescono a conquistare nuove quote di mercato, riducendo la recessione del nostro paese. Per quanto concerne il consumatore, l’imperativo è quello di tenere in ordine i conti, di fare risparmio dove possibile, di impiegare denaro in acquisti più mirati ricercando il miglior prezzo sul mercato. In pratica un popolo in costante mobilità alla ricerca di occasioni, qualità e convenienza.

Questa tendenza sul versante delle aziende ha generato comportamenti prevedibili: ad eccezione dei marchi multinazionali e delle griffe più blasonate, l’investimento in comunicazione si è calibrato su campagne promozionali e di prodotto, rinviando gli investimenti dedicati al branding. Da un punto di vista pragmatico la scelta è scontata, ma i presupposti dai quali partire necessitano di un’attenta riflessione: l’indiscriminato taglio degli investimenti “a pioggia” probabilmente va nella direzione corretta se visto e concepito come manovra di razionalizzazione. In questo senso si auspica un’attenzione maggiore agli interessi specifici del consumatore in relazione a bisogni specifici. Il problema nasce se tale scenario fosse dettato quasi da una conseguenza naturale, un obbligo da adottare in momenti di crisi economica (e delle idee). Non occorrono esperti di marketing per capire che un taglio drastico della comunicazione non fa altro che interrompere il volano “che fa girare gli acquisti”.  Sicuramente è più semplice tagliare la pubblicità, piuttosto che introdursi in materia tecnica e fiscale per tagliare spese inutili o impegnarsi nella ricerca di nuove opportunità di business che il mercato offre sempre. Molte aziende hanno fatto proprio un modus operandi che tende a snellire l’attività aziendale e hanno puntato sull’innovazione allo scopo di rilanciare le vendite e per questo il ruolo dei “comunicatori” sta cambiando. I budget possono essere impiegati in maniera più oculata attraverso una comunicazione mirata e strategica, posizionata nei flussi dei consumatori in cerca di opportunità. In questa maniera non si taglia nessun ramo secco, ma si cercano opportunità di business molto più difficili da intercettare rispetto al passato.

La pubblicità che consumiamo in veste di passanti, telespettatori o in altro ruolo assegnatoci dal marketing, per un’azienda rappresenta la possibilità di far penetrare o consolidare il proprio brand tramite il lancio e la promozione di nuovi prodotti e servizi, conquistando così nuove quote di mercato. La crisi non dice alle aziende di non investire, ma di cogliere opportunità un tempo ignorate.
La pubblicità esterna vive a stretto contatto con i cittadini in movimento ed è lo strumento ideale e più efficace per veicolare campagne pubblicitarie anche nel periodo di crisi più forte che la società dei consumi abbia mai conosciuto. La GDO per prima è andata incontro ai consumatori, attuando campagne di comunicazione dinamica sul territorio con offerte speciali che spingono i potenziali acquirenti ad entrare presso i centri. Molte altre aziende di largo consumo hanno seguito questa tendenza, bloccando la flessione dei fatturati. Chi non ha compreso che la pubblicità non è un costo ma il motore che trascina l’economia verso il segno +, perderà inevitabilmente avviamento e quote di mercato.

La strada da percorrere è quella di offrire servizi di qualità, a livello media e creativo. Il nostro lavoro nei Media impone quotidiane selezioni tra i mezzi e supporti più visibili e prestigiosi per veicolare la comunicazione nei flussi dei consumatori in continuo movimento, soprattutto nei momenti in cui sono più predisposti ad effettuare acquisti. L’attenzione posta da MCSdinamica nella cura del servizio offerto è massima, perché il nostro maggior riconoscimento è il far vendere. Ogni giorno cerchiamo di capire il cambiamento in atto, di leggere correttamente gli scenari incrociando dati demografici e di mercato e di innovare il servizio offerto.
Tra le novità registrate nel corso del 2013 abbiamo i maxi schermi dentro ai centri commerciali. Un media strategico che stimola gli acquisti dei consumatori quando si trovano nel luogo e nel momento più favorevole ai consumi.
A completamento delle nuove tecnologie riguardanti il mondo del digitale, uno strumento molto performante è l’ impianto LCD. Uno strumento strategico e dinamico inserito nelle aree di transito e di sosta dei flussi primari del popolo dei viaggiatori, dentro alla metropolitana di Milano, agli aeroporti di Malpensa T1 e T2, Linate e Orio al Serio. Proiezioni di filmati da 5 a 30 secondi nei singoli aeroporti e nella metropolitana o in combinata su tutti.
Inoltre l’attenzione – qualità degli impianti e posizionamento- è stata massima sui prodotti che da sempre ci contraddistinguono:
-La pubblicità su autobus e pullman delle grandi città e dei piccoli comuni. La visibilità e il movimento continuo dei mezzi pubblici non vi farà passare inosservati.
-La pubblicità in aeroporto per raggiungere l’unico mercato che non conosce contrazione:”il lusso”. Professionisti, imprenditori, artisti, dirigenti, italiani ed esteri sono un grande potenziale per la comunicazione della piccola e la grande impresa. Oltre 130 milioni di passeggeri in 12 mesi.
-La pubblicità in metropolitana riesce a raggiungere tutti i target. Prendiamo come esempio la metro di Milano, prima per maggior flusso di passeggeri a livello nazionale, sviluppa milioni di contatti settimanali.
-Le affissioni speciali, le pensiline luminose di fermata autobus, come quelle di Milano, Bergamo e Pavia, maxiteli e mupi, vanno a completare l’offerta dei mezzi più visibili ed efficaci del nostro territorio.

Chi diceva che la pubblicità è l’anima del commercio ha avuto ragione, ma oggi speriamo che anche la pubblicità riesca a tirar fuori l’anima e a parlare direttamente al consumatore. Mai come oggi è di primaria importanza investire in pubblicità esterna. E’ però indispensabile non disperdere le risorse in media non supportati da dati di performance reali e concentrarsi su strumenti più efficaci e performanti, che magari riescano ad integrare offline ed online per far comunicare efficientemente aziende e consumatori.

Aldo Martini

Amministratore MCS Srl

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