La comunicazione contro lo spreco alimentare (PARTE II)

“Quanto cibo sprechiamo nelle nostre case?” è il titolo dell’incontro che si terrà presso gli spazi di Expo il 7 luglio 2015. In questa occasione verrà presentato il Rapporto 2014 sullo spreco alimentare domestico realizzato da Waste Watchers, l’osservatorio nazionale istituito per indagare le cause degli sprechi alimentari.

Prendendo ispirazione dal Protocollo di Kyoto, il 28 aprile 2015 è stata presentata la Carta di Milano. I paesi aderenti si assumeranno l’impegno di garantire la sicurezza alimentare a 9 miliardi di persone nel mondo entro il 2050 e di promuovere stili di vita sani e pratiche agricole sostenibili. Anche i singoli cittadini, le associazioni e le imprese possono sostenere e firmare la Carta andando sul sito www.carta.milano.it

La prevenzione degli sprechi alimentari e la diminuzione nella produzione dei rifiuti può avvenire solo attraverso un’attenta e consapevole sensibilizzazione dei consumatori fin dall’infanzia, con l’educazione nelle scuole e una promozione attiva sul territorio. Tra le iniziative di comunicazione più interessanti il “Diario domestico dello spreco alimentare” coinvolge un campione rappresentativo di famiglie italiane, impegnato nel monitoraggio del cibo avanzato per capire quali prodotti alimentari sono maggiore oggetto di spreco all’interno dei nuclei domestici italiani e perché. I risultati sono stati presentati il 5 giugno 2015 in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. Un contributo, sia pur indiretto, all’affermarsi delle pratiche antispreco è stato dato anche dalla Cassazione Penale che, un anno fa, ha deciso che il “doggy bag” , cioè la possibilità di portare con sé gli avanzi del proprio cibo, è un diritto di tutti: i ristoratori dovranno quindi attrezzarsi di conseguenza. Sono inoltre sempre più numerose le applicazioni e le piattaforme online che permettono di condividere gli alimenti avanzati o di ritirare a prezzo scontato i prodotti vicini alla scadenza. Noi di MCS pensiamo che l’utilizzo dei social media nell’implementazione di attività sociali sia il modo più corretto ed etico di impiegare questi potenti mezzi di comunicazione globale. La tecnologia può fornire valide armi contro lo spreco alimentare. La possibilità di comunicare in tempo reale, magari a partire dal proprio smartphone, la disponibilità di alimenti in eccedenza, infatti, ha reso molto più capillari le modalità di recupero. Ci teniamo a segnalare tre tra le più interessanti piattaforme online:

Breading App è una piattaforma online per la redistribuzione del pane avanzato da panetterie e negozi ad associazioni di volontariato.

Ratatouille mette in condivisione con una geolocalizzazione il cibo del proprio frigorifero.

Last Minute Sottocasa si rivolge ai negozi di quartiere, per i quali la vita è sempre più difficile, che a fine giornata possono proporre il cibo invenduto a prezzi ribassati.

di Simona Sergio

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