La comunicazione contro lo spreco alimentare (PARTE I)

MCS da anni collabora con diversi Enti pubblici ed organizzazioni no-profit facendo uscire sugli autobus campagne di informazione a sfondo etico e sociale. Per noi la pubblicità può essere allo stesso tempo motore economico e strumento per sensibilizzare la popolazione verso i problemi e le tematiche della comunità.

Tra le associazioni che seguiamo e stimiamo per il loro costante impegno sociale ci sono Unicef e la Comunità di Sant’Egidio. Quest’ultima, anche se non famosa come la prima, opera ogni giorno in tutto il mondo in favore dei più poveri portando loro cibo e generi di prima necessità e sostenendo l’equo solidarietà.

Recentemente abbiamo conosciuto un’altra grande organizzazione che porta avanti da anni la lotta contro lo spreco alimentare, la Fondazione Banco Alimentare.

Durante i primi giorni di Expo, siamo rimasti piuttosto perplessi davanti ad un’immagine, circolata in maniera virale sui social network, che mostrava sacchi di pane abbandonati per strada all’interno del sito dell’esposizione internazionale. Ci siamo chiesti come fosse possibile che l’Evento che ha come temi principali la nutrizione e la sostenibilità del Pianeta finisse per gettare nei rifiuti a fine giornata chili di cibo: un paradosso inaccettabile. Ma non ci siamo fermati alla superficie. Abbiamo fatto qualche ricerca in più per capire dove finiscono realmente gli avanzi di Expo 2015.

In una struttura dove lavorano più di 130 ristoranti, oltre a chioschi, bar e food truck, recuperare gli avanzi che vengono prodotti in grande quantità è sicuramente un’impresa enorme, considerando anche la burocrazia, i regolamenti e i controlli igienico-sanitari: trafile infinite che rallentano questo processo.

“La macchina è complessa ma alla fine si è messa in moto”. Marco Lucchini, direttore generale del Banco Alimentare spiega: “Expo ha scritto a tutti i Paesi e a tutti i ristoratori presenti avvisando che ogni sera il cibo avanzato potrà essere ritirato e riutilizzato. Noi siamo fiduciosi che questa avventura darà risultati e farà crescere nella coscienza collettiva l’idea che recuperare si può”.

Il Banco Alimentare si prepara quindi ad un grande lavoro per Expo. Partito con uno staff di dieci persone, dopo aver pubblicato sulla pagina facebook le foto dei primi 200 chili di pane ritirato e degli oltre 500 di generi alimentari vari affidati alle cure della Caritas  ha ottenuto 630 mila visualizzazioni e 150 persone che si sono messe a disposizione come volontari.

L’Expo della lotta allo spreco ha lanciato un’altra grande iniziativa di forte impatto. La Caritas milanese aprirà infatti il «Refettorio Ambrosiano», che resterà un’eredità di questo evento e che darà da mangiare ai bisognosi utilizzando gli avanzi provenienti dalle cucine della esposizione universale.

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